Parco naturale dell’Alcantara

A 1.200 metri di altezza sulle pendici dell'Etna scorre, tortuoso e inaccessibile, il fiume Alcantara ed a cavallo tra il vulcano e la catena dei Nebrodi, si estende per circa 40 chilometri di sponde dalla florida vegetazione il parco fluviale dell’Alcantara. Il toponimo di origine araba, Al Quantarah (ponte), ci avverte che da un’escursione lungo l’Alcantara dovremo aspettarci un viaggio nella storia delle civiltà che hanno lasciato traccia del loro passaggio su questa terra. Le acque del fiume sgorgano dal Monte Massara, a Floresta, e scorrendo tra antichi basalti lavici, sfociano a Giardini Naxos, attraverso i comuni di Randazzo, Floresta, Novara, Francavilla, Castiglione ecc. Particolarmente suggestive le gole del fiume: pareti laviche a prismi basaltici, alte anche una decina di metri che formano dei canyon spettacolari. Tra gli “abitanti” del parco segnaliamo il falco pellegrino, il gheppio, il corvo imperiale, il martin pescatore, la tortora.

Alla foce può capitare di imbattersi in uccelli migratori di passaggio quali aironi, cavalieri d’Italia, falchi di palude. Tra i pesci va menzionata la rarissima trota macrostigma. La ricchissima vegetazione del parco annovera noccioli e pioppi, platani e betulle, olmi, roveri e querce tra cui vivono il gatto selvatico, la martora, il ghiro, volpi ricci, conigli, lepri. Tra ruderi e castelli, ponti e deliziosi paesini, il parco dell’Alcantara offre una vasta gamma di itinerari possibili, all’insegna della storia e della natura. Migliaia di anni fa una possente colata lavica, scaturita dal cratere etneo Mojo, invase la vallata ricoprendo il letto del fiume. Raffreddandosi i magmi incandescenti formarono alte pareti di prismi basaltici geometricamente perfetti. Nel corso dei millenni successivi, le gelide e impervie acque del fiume Alcantara erosero la colata lavica disegnando un paesaggio simile ad un canyon: le Gole dell'Alcantara. L'altezza della roccia contrasta con la larghezza di pochi metri dando un aspetto suggestivo ed irripetibile. Fra le alte e nere pareti laviche si incontrano limpidi laghetti, spumeggianti cascate e piccole spiagge formate dalla erosione. Qui è possibile sostare all'asciutto ed ammirare gli imponenti prismi basaltici che come antiche colonne circondano la zona. Scendendo dalla sorgente a valle fino alle gole, il paesaggio è in continuo mutamento. Dai boschi della sorgente alla tipica macchia mediterranea con le pale di fichi d'india e i grandi cespugli di euforbia attaccati tenacemente alle rocce. Immerse in questa rigogliosa vegetazione, giunti alla zona delle gole, si scoprono grotte e anfratti a strapiombo sulle acque. L'escursione alle gole richiede circa un'ora e mezza e il percorso suggerito è impegnativo e complesso, consigliato ad escursionisti esperti e con una buona pratica di nuoto. Fin dall'inizio, infatti, ci si immerge nell'acqua gelida fino alla vita e durante il tragitto sono previsti anche alcuni tratti a nuoto. Indispensabile un costume da bagno ed un paio di scarpe da tennis senza calze.