Ustica

Prima riserva marina istituita in Sicilia, l'area protetta di Ustica è conosciuta anche come la "Perla Nera del Mediterraneo" per le sue rocce laviche. Situata a 67 km. a nord di Palermo, fu chiamata dagli antichi geografi e storiografi Ustica perché relitto di vulcano spento (Ustum: bruciata). Meta ambita dei sub è ricca di insenature naturali e cale protette, ognuno ha la possibilità di trovare il posto più adatto per godersi le bellezze di questo mare.
Lave, rupi e cime vulcaniche disegnano una costa frastagliata, ricca di insenature e grotte semisommerse. L'attrazione principale dell'isola sono i magnifici fondali, che già a pochi metri di profondità offrono un singolare spettacolo cromatico e un museo di relitti, di vecchi galeoni e vascelli inabissatisi molti secoli fa. Nel 1990 è stato creato l'itinerario archeologico subacqueo di Punta Gavazzi, uno dei primi esperimenti di percorso guidato e didascalico sottomarino, durante il quale è possibile osservare i relitti, nel loro originale sito di scoperta.L'istituzione della riserva ha preservato la flora e la fauna marina dell'isola. Sulle rocce dei fondali si trova il corallo nero, o Gerardia savaglia, mentre sui fondali domina la Posidonia oceanica, considerata il "polmone del Mediterraneo" per la sua rilevante proprietà di trasformare l'ossigeno in acqua.

Grazie ai divieti di pesca, le specie ittiche si sono moltiplicate e nuotando nelle acque cristalline della riserva è facile imbattersi in saraghi, cefali, orate, spigole, scorfani e splendidi esemplari di cernie, ma anche in specie più rare come i pesci luna e le tartarughe. L'isola è piena di diving center che organizzano nel mare circostante l'isola splendide immersioni, assai variegate e per subacquei di tutti i livelli di esperienza, davvero un piccolo angoli di paradiso. Lo scopo della riserva è di conservare e studiare l'ambiente, indirizzando l'attività sportiva sull'osservazione dei suoi fondali tra i più belli del mondo, ricchissimi di specie vegetali e popolati da numerose varietà ittiche.
Il regolamento della riserva è molto rigido e la pesca,è limitatamente alla lenza da fermo e da traino, è permessa solo nella zona che va da Punta Cavazzi a Punta Omo Morto. Mentre nel tratto di mare che va da Cala dello Spalmatore a Punta Megna entro i 350 metri dalla costa, sono severamente vietati l'accesso e la sosta di qualsiasi imbarcazione, nonché la balneazione e la pesca di qualunque tipo, onde evitare il danneggiamento delle formazioni geologiche e minerali. Il piccolo centro abitato si stende ad anfiteatro intorno ad una baia che ospita il porto. Una strada e delle scalinate bordate di bellissimi ibiscus conducono al centro del paese, posto in alto. Una delle caratteristiche peculiari delle abitazioni è che, da alcuni anni, i muri delle case sono stati "trasformati" in tele e gli artisti vi hanno dipinto paesaggi, trompe-l'oeil, ritratti, nature morte, soggetti fantastici.